Per la UE non vi è violazione dei diritti dei consumatori.

A causa delle pandemia di coronavirus molti contratti di viaggio hanno dovuto essere annullati. A norma della direttiva sui pacchetti turistici, i viaggiatori hanno il diritto di ottenere il rimborso in denaro. Tuttavia durante la pandemia di coronavirus molti Stati membri hanno adottato leggi nazionali che consentono agli organizzatori di pacchetti turistici di emettere dei buoni, anziché rimborsare in denaro i viaggi annullati, o di posticipare il rimborso oltre il periodo di 14 giorni stabilito nella direttiva sui pacchetti turistici. Nel maggio 2020 la Commissione ha adottato una specifica raccomandazione sui buoni, per aiutare gli Stati membri a istituire sistemi di buoni attraenti, affidabili e flessibili. A luglio la Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di 10 Stati membri, tra cui l’Italia, su questo stesso argomento

La Commissione ha deciso di archiviare i procedimenti di infrazione avviati nei confronti di Cechia, Grecia, Francia, Italia, Polonia e Portogallo, dal momento che questi paesi hanno corretto la loro legislazione oppure la legislazione che hanno introdotto è giunta a scadenza.

La Commissione ha inoltre archiviato anche il procedimento di infrazione avviato nei confronti di Cipro in quanto non sussistevano prove che la legislazione cipriota fosse non conforme alla direttiva UE sui pacchetti turistici.

La Commissione ha deciso in data odierna di inviare pareri motivati alla Croazia, alla Lituania e alla Slovacchia in merito alle rispettive leggi nazionali che violano le norme dell'UE sui diritti in materia di pacchetti turistici.

Le nazioni non hanno corretto la rispettiva legislazione e pertanto la Commissione apre la fase successiva del procedimento di infrazione, ovvero l'invio di un parere motivato. La Lituania, la Slovacchia e la Croazia dispongono ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie per far fronte alle carenze riscontrate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di aprire la fase successiva del procedimento di infrazione, ovvero il deferimento alla Corte di giustizia dell'Unione europea nel caso dei tre paesi.

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