È scattata dal 1 luglio la possibilità di farne domanda ma le associazioni di categoria ne contestano le modalità di utilizzo.

Il “Bonus vacanze” fa parte delle iniziative previste dal “Decreto Rilancio” (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) e offre un contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. Può essere richiesto e speso dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. Sarà possibile inoltrare le richieste per accedere all’incentivo fino a 500 euro per chi trascorrerà le proprie ferie all’interno delle strutture ricettive italiane. Una strategia pensata dall’esecutivo per rilanciare il mercato turistico italiano, colpito dalla pandemia di coronavirus.

Nel D.L. Rilancio del 19 maggio scorso e nel provvedimento attuativo del 17 giugno, però, non è spiegato se il credito di imposta può essere utilizzato solo presso gli alberghi o anche nelle prenotazioni effettuate dagli utenti presso le Agenzie di Viaggio o i Tour Operator.

La norma indica come intermediari Tour Operator e Agenzie di Viaggi ma nel provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate non c’è alcun riferimento operativo. Per ottenere chiarimenti in merito, ASTOI Confindustria Viaggi ed FTO (Federazione turismo organizzato) il 24 giugno hanno presentato alcuni quesiti all’Agenzia delle Entrate per arrivare preparati ed evitare problemi agli utenti.

“Avevamo chiesto che il bonus vacanze fosse esteso sin da subito anche ai pacchetti turistici Italia venduti da agenzie di viaggio e tour operator, precisa ASTOI, ma questa proposta non è stata presa in considerazione e lo strumento così congeniato crea non pochi problemi agli operatori.

Sappiamo che l’art. 176 identifica come intermediari agenzie di viaggi e tour operator ma nell’apposito provvedimento emesso dall’Agenzia delle Entrate non si fa menzione di ciò e non si fornisce alcuna informazione sulla procedura da seguire nel caso in cui il servizio sia prenotato e pagato attraverso agenzie di viaggi e tour operator.

Nella realtà operativa non è pensabile che il servizio alberghiero venga prenotato in agenzia ma pagato dal cliente in struttura, il pagamento si deve chiudere al momento della prenotazione effettuata presso l’agenzia di viaggi.

Abbiamo chiesto chiarimenti all’Agenzia delle Entrate e siamo ora in attesa di indicazioni perché, di fatto, ad oggi lo strumento risulta inapplicabile quando il servizio viene intermediato. C’è di più, queste criticità hanno costituito un freno alle prenotazioni in agenzia".

L’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 18/E del 3 luglio ha stabilito che il bonus può essere utilizzato anche nel caso in cui il pagamento venga effettuato con “l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di agenzie di viaggio o tour operator”.

In risposta a tale precisazione, ASTOI conferma l’inadeguatezza degli interventi posti in essere sino ad ora da parte del governo: “il comparto del turismo organizzato aveva chiesto che lo strumento fosse esteso sin da subito anche ai pacchetti turistici Italia e, quindi reso utilizzabile direttamente da agenzie di viaggio e tour operator, ma questa proposta non è stata presa in considerazione, con evidenti risultati discriminatori. Lo strumento, che identifica tour operator e agenzie di viaggi solo come intermediari, è dedicato di fatto esclusivamente al comparto alberghiero e, per come è strutturato, crea non pochi problemi applicativi non solo agli operatori, ma anche agli stessi alberghi, molti dei quali non sono disposti ad accettarlo. Lo stanziamento di 2,4 miliardi solo per questa misura appare come un’ulteriore prova della mancanza di una doverosa visione di insieme”.

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